Vasa - Carlo Crucitti

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Catanzaro, 23-06-2018
Oggi è il turno per le notizie più dettagliate del VASA - 1628 (n.6 di 26), il sesto fra i modelli donati al "Museo del Mare" dell'Istituto Tecnico Grimaldi-Pacioli di Catanzaro Lido, in via Sebenico 39.

Il 10 agosto del 1928, erano circa le q uattro del pomeriggio, il galeone a tre alberi Nya Wasa, nuova ammiraglia della flotta svedese costruita su espressa volontà del sovrano di Svezia Gustavo II Adolfo della dinastia dei Wasa, lasciò il porto all'interno dell'arcipelago di Stoccolma. Era il viaggio inaugurale; nella sua prima operazione navale avrebbe guidato la flotta negli scontri della guerra dei Trent'anni (1618-1648).
La nave fu rimorchiata fuori del porto di Stoccolma, nell'ominimo arcipelago, e successivamente lasciata libera di navigare in maniera autonoma verso Alvsnabben. Con solo alcune vele sbrogliate, necessarie per le prime manovre, un'improvvisa raffica di vento di traverso fece inclinare il Vasa prima da un lato e poi, per il rollio, dall'altro. Questo movimento fu fatale poichè, essendo aperti i portelli del ponte inferiore (come si fa di consueto durante le manovre), posizionati meno di un metro al di sopra della linea di galleggiamento, lo scafo inizio ad imbarcare acqua.
Probabilmente un'altra nave avrebbe "accusato il colpo" senza affondare, mentre il Vasa, costruito soprattutto per mostrare il fasto della corona, non potè far altro che ribaltarsi - sbilanciato dalle imponenti svovrastrutture che reggevano le numerose decorazioni e dal peso dei cannoni - e colare a picco, 100 metri a sud dell'solotto di Beckholmen, in 32 metri d'acqua.

Recupero e restauro
Nel corso del tempo vi furono numerosi tentativi di recuperare il relitto o, quantomeno, parte del carico. Il Vasa fu raddrizzato e disalberato e venne privato, per mezzo di una campana meccanica, di 53 dei suoi 66 cannoni. Fu solo il 24 aprile 1961, dopo sei anni di lavori, che la scuola navale svedese, con lo studioso Anders Franzén e il campione subacqueo Ame Zetterstroem, riuscì a recuperare il relitto. Oggi è conservato al Vasa Museum, il Museo di Stoccolma al quale dà il nome, e costituisce la più preziosa e completa testimonianza della tecnologia raggiunta dalla tipologia navale del galeone nei XVII secolo.

 
Vasa - 1628
Il galeone del XVII più completo giunto fino ai giorni nostri che, per uno scherzo del destino, affondò ancor prima di raggiungere il mare aperto per colpa di un’improvvisa e imprevista folata di vento.
L'affonfamento comportò la morte di circa 50 membri dell'equipaggio e, vera catastrofe per la corona svedese, la perdita di 100.000 riskader (moneta svedese dell'epoca corrispondente oggi a cira 50 milioni di dollari).
 
 

 
 

  


 
 
15/07/2018 ore
Aggiornato il: 15/07/2018
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