Sovereign of the Seas - Carlo Crucitti

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Sovereign of the Seas

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Catanzaro, 07-07-2018
Oggi è il turno per le notizie più dettagliate della SOVEREIGN OF THE SEAS - 1637 (n.26 di 26), il ventiseiesimo (ed ultimo) fra i modelli donati al "Museo del Mare" dell'Istituto Tecnico Grimaldi-Pacioli di Catanzaro Lido, in via Sebenico 39.

Il 26 giugno del 1634, durante una visita al cantiere navale do Woolwich, il re d'Inghilterra Carlo I confidò al maestro d'ascia Phineas Pett l'intenzione di affidargli l'incarico di costruire una nuova nave da guerra, tanto possente e ben armata da surclassare qualsiasi unità avversaria: doveva essere la più grande e la migliore del mondo. Nell'ottobre dello stesso anno Pett si presentò dal sovrano con la propria proposta, rppresentata da un modellino dettagliato di un vascello a tre ponti di prima classe e, nonostante il parere contrario dei vertici della Marina, poco propensi ad avallare una spesa tanto ingente, Carlo I diede il via alla costruzione del Sovereign of the Seas.

La struttura
Carlo I era presente quando, nel gennaio del 1636, fu impostata la chiglia del Sovereign of the Seas, che prevedeva l'utilizzo di legname spesso 80 centimetri. Inoltre per aumentare ulteriormente la robustezza dello scafo, venne realizzata anche una solida controchiglia.
Rispetto alle unità da guerra contemporanee, nella progettazione di questo vascello furono introdotte quattro importanti innovazioni.
In primo luogo la presenza di tre alberi anzichè quattro. Questa soluzione che consentiva una maggiore manovrabilità, negli anni successivi venne adottata nella realizzazione di quasi tutte le unità navali di grandi dimensioni, sia da guerra sia mercantili. La seconda caratteristica relativa allo scafo, venne anch'essa presa come esempio - diventando consuetudine costruttiva in Inghilterra fino alla metà del XIX secolo -; il Sovereign of the Seas non aveva la poppa "a specchio", come voleva la tradizione britannica, bensì arrotondata.
Il terzo elemento innovativo era di tipo velico: entrambi gli alberi prodieri, cioè trinchetto e maestra, portavano quattro vele quadre (maestra, gabbia, velaccio e controvelaccio). L'albero di mezzana era attrezzato con una vela latina a due vele quadre nella parte superiore, mentre sul bompresso erano presenti civada e controcivada.
L'ultimo elemento è costituito dal numero di ponti coperti: Il Sovereign of the Seas è infatti il primo vascello di prima classe a tre ponti della Marina britannica.
L'armamento era costituito da 24 cannoni da 24 libbre (prima batteria, primo ponte), 20 cannoni da 20 libbre (seconda batteria, secondo ponte), 22 cannoni da 18 libbre (terza batteria, terzo ponte), e un numero imprecisato di pezzi minori, da 9 e 12 libbre, installati sul castello di prora e sul castello di poppa. Il numero di bocche da fuoco del Sovereign of the Seas, al momento del varo, si aggirava intorno alle 100 unità.
L'unico aspetto "negativo" che si può riscontrare nella realizzazione del vascello è la presenza come consuetudine, di sfarzosi decorazioni che, oltre a rappresentare un ulteriore costo (per la costruzione e l'allestimento furono spesi  65.586 sterline, di cui ben 6691 solo per gli intagli e le dorature), non erano affatto funzionali e appesantivano lo scafo. Il varo avvenne nel settembre del 1637 e, quando entrò in servixio come nave ammiraglia della flotta militare, l'obiettivo del monarca inglese era stato raggiunto: il Sovereign of the Seas era senza dubbio l'unità più poderosa, e più riccamente decorata, realizzata fino a quel momento. Tanto che gli Olandesi, che la affrontarono in numerose occasioni, la ribattezzarono "Il Diavolo d'Oro".

Il servizio
Durante la guerra civile inglese, con la vittoria del Parlamento, l'unità venne ribattezzata Sovereign - dopo aver abbandonato l'ipotesi di rinominarla Commonwealth - e impiegata nella prima guerra anglo-olandese. Secondo gli Olandesi il modo migliore per vincere le battaglie in mare era di disporre di unità veloci e leggere, in grado di distruggere alberi, manovre e vele delle pesanti unità avversarie con cannoni di calibro relativamente piccolo, e di trasportare un elevato numero  di uomini per il successivo abbordaggio. Questa teoria era nata dall'analisi della bruciante sconfitta subita dagli Spagnoli per mano degli Inglesi, con l'annientamento dell'Invencible Armada. In realtà le unità spagnole non furono distrutte dall'artiglieria inglese, che causò pochi danni nel fare fuoco, ma dallo scoppio degli stessi cannoni spagnoli e dagli incendi conseguenti. Lo stesso episodio venne valutato in chiave totalmente diversa dagli inglesi che, per dcreto della Marina (1618), iniziarono a costruire tutte le unità, sia grandi sia piccole, in modo da poter disporre del massimo numero di bocche da fuoco possibile.
Queste due tesi si "confrontarono" durante la battaglia di Kentish Knock del 1652, quano avvenne il vero e proprio battesimo del fuoco del Sovereihn.
La flotta olandese, comandata dall'ammiraglio Witt, grazie alla maggiore manovrabilità delle proprie unità, riusci quasi a isolare una delle squadre inglesi, quella di Bourne, che, comunque, opponeva un'effica resistenza.
Nel frattempo, il resto della flotta inglese (due squadre) guidata da Blake, era impegnata più a Nord contro le unità olandesi di de Witt e di de Wildt: il Sovereign resistette, grazie alla propria potenza di fuoco, ai tentativi di abbordaggio di 20 vascelli olandesi. Prima dello scontro, era addirittura stato rimorchiato, poichè si era arenato nel bassofondo di Kentish Knock (da cui prese il nome la battaglia).
Il giorno segunte, dopo aver fatto il bilancio della battaglia, gli Olandesi si resero conto dell'errore commesso: in due ore di combattimento avevano perso tre unità, e altre tre erano completamente fuori uso.
Il commento dell'ammiraglio Witt fu: "scoprimmo che i cannoni delle loro unità più piccole avevano una portata maggiore dei nostri pezzi più pesanti e che il fuoco degli Inglesi era più accurato e più rapido di quello delle nostre navi."
Nel 1654 il Sovereign venne modificato da Peter Pett, il figlio di Phineas, il maestro d'ascia che lo aveva progettato e costruito. Il numero di ponti venne ridotto da tre a due; questo alleggerì la nave conferendogli maggior manovrabilità, ma comporto una notevole diminuzione del numero di cannoni.
Quando, nel 1660, la monarchia inglese venne restaurata, il vascello a due ponti venne nuovamente ribattezzato, questa volta Royal Sovereign, e impiegato, sempre contro gli Olandesi, in più occasioni: durante la seconda guerra anglo-olandese (1665-67) partecipò alla battaglia del Giorno di San Giacomo e, nel corso della terza (1672-74), si fece valere nelle due battaglie di Schooneveld e Texe.
Durante la guerra della Grande Alleanza (1689-99), con l'Inghilterra schierata nella coalizione antifrancese, il Royal Sovereign fu distrutto da un incendio scoppiato nel bacino di Chatam: era il 1696.


 
 
Sovereign Of The Seas - 1637
Il Sovereign of the Seas, primo vascello a tre ponti di prima classe mai costruito e ammiraglia della flotta inglese dal 1637, venne realizzato espressamente dal sovrano inglese Carlo I per diventare la nave da guerra migliore del mondo.


 
 

 
 

  


 
 
15/07/2018 ore
Aggiornato il: 15/07/2018
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